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venerdì 16 settembre 2011

Edilizia Pubblica e Edilizia Sociale: Il Governo della nostra città, con Pisapia, affron...

Edilizia Pubblica e Edilizia Sociale: Il Governo della nostra città, con Pisapia, affron...: Il Governo della nostra città, con Pisapia, affronta un momento tra i più complicati e difficili. La Cgil. pare mandare segnali forti e chia...

Il Governo della nostra città, con Pisapia, affronta un momento tra i più complicati e difficili. La Cgil. pare mandare segnali forti e chiari, “che le cose non vanno”, contro la giunta Comunale; la Cisl, invita il comune “alla cautela nelle decisioni sulla convenzione con l’Aler”.

Per il cittadino ormai distante da una politica conservatrice che sembra dire “vogliamo mangiare anche noi”, e oltre a queste opinioni del mercato rionale, si deve affrontare l'attualità che, in questo contesto, non vede prevalere un pensiero democratico, il che significa che i cittadini non sono in grado di decidere, oltre nemmeno ad essere in grado di scegliere; pertanto non gli è consentito di partecipare coscientemente.


Aler ha costi di gestione del patrimonio di 14 euro circa al metro quadro; così “pare” che il Comune potrebbe risparmiare fino 26 milioni con la gestione privata.

Non vi sono dati di comparazione con altre città Europee, o perlomeno dati trasparenti, e i calcoli proposti sembrano già viziati all'origine da una cattiva analisi. Anzi, non vengono nemmeno proposti dai sindacati quale tema e giusta strategia di confronto moderno e costruttivo.

Le esperienze Polacche (oggi con un PIL “pare pulito” tra i più alti di Europa) e quelle di altri Paesi, hanno evidenziato che in alcuni casi, la maggioranza, è meglio procedere alla demolizione di costruzioni con alti costi di manutenzione, perché strutturate proprio per mantenere in essere un reddito costante dall'affare manutenzione. Affare che ha reso e rende moltissimo.

La posizione dei sindacati da sempre supporta i politici in questa grande tavola imbandita. Poiché non è possibile che non abbiano visto come stiano effettivamente le cose, poiché se non abiti in questo contesto non ne comprendi i difetti strutturali, al limite del decoro, concepiti per persone che non hanno diritto di scelta, ne di parola. Ragione che supporta l'opinione, che gli stessi sindacati non siano orientati verso la tutela e la soddisfazione dei cittadini, ma disponibili ad accordi scandalosi in un gioco delle parti sconcertante.


L'edilizia Pubblica non doveva e non dovrebbe gestire le “case popolari” pensando al profitto da sempre, questo sarebbe stato sufficiente per contenere i margini di guadagno esagerati, anche quale “indiretta” copertura dei costi dalla stessa corruzione e della speculazione immobiliare.

Il patrimonio gestito politicamente, come lo si è stato fatto sino ad oggi, senza il minimo di trasparenza, coperto da una sussidiarietà unicamente impostata ai propri interessi, a unico vantaggio dei soliti, non prevenendo ma al massimo curando svogliatamente. Sindacati “visti” dall'opinione pubblica, come difesa della classe politica, non certo promotori di consapevolezza e coscienza sociale, di solidarietà invece della carità, e di giustizia sociale e ambientale, non pietà.

Non solo, la struttura classista delle case popolari, va dimenticata quale brutta storia di contenimento di un gruppo sociale, disegno di provenienza fascista, squallida vicenda delle “case popolari” strutturate per ospitare servi o schiavi, disadattati e lavoratori, al servizio di una certa borghesia strutturata solo per godere e di competere guadagnado sul costo della vita altrui.

L'Aler in questi anni non ha difeso il bene pubblico garantendo l'interesse comune, nemmeno ha promosso giustizia e solidarietà nella società. Ha mantenuto una situazione a lei opportuna, anche foraggiando negli anni speculazioni legate alla manutenzione, nella semplicistica idea che costruendo case con materiali scadenti vi sono e si otterranno guadagni maggiori, si daranno posti di lavoro, si faranno raccomandazioni e intrallazzi; oltre formare una catena di convenienze, duratura nel tempo, sicura fonte di guadagno con un entourage di avvocati e consulenti esterni foraggiati, disponibili e intrallazzati, anche internamente nella struttura, al fine di mantenere in essere un muro di contenimento verso una classe formata prevalentemente di lavoratori, un ghetto per poveri.


Il cambiamento deve essere fatto portando concorrenzialità e trasparenza, questo contribuirebbe ad aiutare Milano ad uscire dal provincialismo sia Italiano che Europeo, rimetterla in competizione con e altre città più importanti proponendo anche una nostra azione verso l'esterno. Guardare anche oltre, come dovrebbe fare una città che si presenta tra pochi anni per l'expo mondiale e contribuire a formare e promuovere una nuova mentalità imprenditoriale capace di competere nel mondo e non solo localmente. Dare spazio a quella intelligenza imprenditoriale onesta che ha fatto e fa grande, in alcuni settori.

La nostra città, noi tutti, con Pisapia passeremo nella storia per l'Expo e bisognerà veder come. “Facciamo che la nostra l'immagine sia reale e non una fantasia della televisione “locale”.

L'orientamento del mercato “città” è nella competizione della qualità della vita, in un valore reale e continuità al lavoro nelle vita, fondamentale per assicurare l'emancipazione delle persone. Il lavoro come chiave di volta per consentire alle persone di essere progettisti del loro futuro e poter sviluppare un senso di orgoglio nella società, non il senso di emarginazione di un pensiero classista come ora è. Questo è dare lavoro anche alle generazione a venire, supportate da stima e coraggio e formazione. Cosi operano le città e i paesi emergenti che non attuano una politica conservatrice e immobilista.

Finiamola con le raccomandazioni e applichiamo un po di meritocrazia per dare dignità umana e benessere inserite un una creazione di ricchezza generata da tutti e condiva in modo equo.

Il problema è uscire da una impostazione viziata da anni e anni di corruzioni e furberie, di manipolazioni raccomandazioni e inganni, affrontare con trasparenza il futuro, con coraggio e onesta, dare dignità e libertà per tutti con pari ascesso ai diritti di aggiornamento, informazione, cultura e servizi pubblici e superare le barriere architettoniche anche di carattere psicologico e formative.


Ci si può presentare con trasparenza e onesta davanti al mondo, dare case e servizi per invogliare le menti capaci, e conseguentemente il Business internazionale a venire a Milano. Venire a vivere a Milano, perché si sta REALMENTE BENE, non una finzione mediatica. Perché non c'è il provincialismo del razzismo, del classismo; perché la gente che studia e lavora trova informazione aperta e accessibile; perché ci sono università competitive ed inserite nel contesto cittadino; perché si trovano alloggi non basati sul benessere esclusivo di pochi ma al servizio dei molti. Una Milano vera e non la solita truffa all'Italiana per far guadagnare il solito giro, ma una città dove si può riacquistare il controllo sulle proprie vite.

Pertanto la libertà di parola che esiste nel mondo fisico deve esistere anche nel mondo virtuale, non giornalisti idioti, ma giornalisti critici, costruttivi e non disposti a raccontare una favola sostenuta dalla TV per stupidi immediati interessi per pochi privilegiati. Ogni decisione, anche quelle sulla manutenzione e nuove costruzioni, deve essere comparata con le altre conoscenze europee. Solo formando un sistema intelligente concreto e non d'intelligenza emotiva guidata negli interessi dei soliti pochi privilegiati.



Certo a Milano tutto può succedere!



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Una delle prime riforme che deve affrontare l’Italia per poter iniziare a competere anche sul profilo del soft power nel mondo è la questione trasparenza e a quella a lei connessa del open source.
La trasparenza amministrativa dovrebbe consistere, nella sua accezione più ampia, nell'assicurare la massima circolazione possibile delle informazioni sia all'interno del sistema amministrativo, sia fra questo ultimo ed il mondo esterno, ovvero i cittadini i quali devono avere la possibilità di leggere e interloquire in modo semplice elementare trasparente applicando anche tecnologie open source al fine di favorire l’accessibilità e la trasparenza, usando inoltre tecnologie moderne intelligenti che aiutino i cittadini ad analizzare e vedere chiaramente l’operato delle amministrazioni pubbliche da loro elette al fine di garantire che:
· Quanto da loro pagato verso la comunità venga investito correttamente.
· Fornire i dati dell’investimento per le aziende che operano sul mercato e così aiutare e garantirne la concorrenzialità e indurle alla trasparenza per aiutarle nel loro sviluppo.
· Attuare e favorire con i cittadini uno scambio d’informazioni tale che possano recepire sia le loro istanze che i loro suggerimenti al fine di migliorare e far evolvere il sistema favorendo partecipazione, affidamento e sicurezza sociale.
Attualmente l’attività amministrativa dovrebbe perseguire i fini determinati dalla legge retta da criteri di economicità, purtroppo pochissimi usano i sistemi open source; inoltre l’efficacia manca di procedure atte al suo funzionamento. Quanto all’ efficacia pare indirizzata a mantenere la non trasparenza complicando attraverso passaggi inutili l’accessibilità d’interpretazione, nessuna pubblicità atta a rendere consapevoli i cittadini della rilevante questione viene fatta e pertanto non c’è trasparenza già nella interpretazione della legge secondo le modalità previste dalla Legge stessa nonché dai principi dell'ordinamento comunitario'' ART. 1 legge 241/90 (modificata e integrata dalla Legge 15/2005).
L’amministrazione che non ha nulla da nascondere deve e vuole far crescere una comunità intorno al progetti non nascondendosi dietro una interpretazione opportunistica della sussidiarietà pertanto consigliamo di applicare le poche procedure che sono consigliate qui di seguito:
- Controllo : esempi di regole che provengono da un desiderio di mantenere il controllo sono un requisito per creare barriere attuate attraverso forme tipo DPF o altri software chiusi che non semplificano la partecipazione . Se ci sono molte buone ragioni per mantenere la non trasparenza del nucleo ci si deve rendere conto che questa decisione ostacola pesantemente il contributo della comunità, pertanto deve essere chiaramente motivata e non sottoposta alla genericità della ragion di Stato.
- Le barriere all'entrata : barriere che i cittadini devono superare possono avvenire in forme diverse: utilizzando strumenti insoliti, processi che richiedono contorte per la segnalazione bug, richieste di nuove funzionalità o accettazione patch, o di forme giuridiche o altre che si possono richiedere alla gente al fine di poter non farli contribuire nel più grande numero, come avviene attualmente.
- Strumenti e infrastrutture : Assicurarsi di fornire agli utenti la possibilità di distribuire della propria partecipazione e connettersi anche con altri utenti interessati nella analisi. Contribuire nel progetto dovrebbe essere visto come un'esperienza sociale.
- Processi comunitari : Creare un ambiente di partecipazione - nessuno piace essere considerato un cittadino di seconda classe. Processi documentali per l'accesso a risorse chiave come permessi da parte di moderatori bug, impegnano l'accesso al ramo principale, o l'accesso editor per il sito web del progetto pertanto frenano la partecipazione.
- Bilancio in modo appropriato : impegnare le risorse necessarie – la costruzione di una comunità richiede tempo e fatica, e ciò significa anche degli investimenti - in primo luogo delle risorse umane, pertanto lavoro e occupazione.
Formare dei community manager il quale si occuperanno con la comunità e un team di sviluppatori della fidelizzazione dei cittadini. Come Josh Berkus di PostgreSQL ha detto nel suo "Come uccidere vostra comunità" nella presentazione: “ se la vostra comunità nascente si sente trascurata, sarà solo andare via”.
- Formare una visione chiara e convincente, con un sacco di opportunità per contribuire, eliminando le barriere che ostolano alla collaborazione.
- Evitare i più comuni anti-pattern e Best Practices sono comportamenti che dovrebbero essere adottati non come limite ma come riferimento per migliorare, le comunità anti-modelli di Best Practices sono andati male. S e le ragioni di una "best practice" vengono fraintese, si può finire per imitare il comportamento senza ottenere il risultato desiderato, molto simile alla costruzione di piste di atterraggio o porti e sperando che arrivino gli aerei o le navi.
Alcuni comuni anti-pattern si dovrebbe evitare sono:
1. Command & Control – la comunità diventano dei partenariati pubblici . I cittadini sono utilizzati per controllare gli investimenti e le spese che l’amministrazione pubblica affronta. Il tentativo di trasferire il controllo di un progetto da parte di Lobby quando si vuole far crescere una comunità si tradurrà in una tiepida risposta da parte di persone che non vogliono essere cittadini di seconda classe. Allo stesso modo, impegnarsi con un progetto di partecipazione in cui non si ha il controllo sulle decisioni è una sfida. Controllo dei cambi per l'influenza.
2, Water cooler - quando l'amministrazione è predisposta alla realizzazione della trasparenza ma sviluppa troppo lavoro fatto in privato, la comunità non capirà le motivazioni e le priorità. Pertanto il coinvolgimento sarà anche lavorando su mailing list o altri forum leggibili pubblicamente e archiviati, e attraverso un’ educazione al coinvolgimento pubblico che permettere alle persone di iniziare a partecipare.
3. Bikeshed - Una discussione "bikeshed"Legge di Parkison di trivialità; è una discussione molto lunga per prendere una decisione relativamente minore. Quando i si vede come la comunità si sta trascinando verso il basso, bisogna sapere quando passare dal parlare al fare.
4. Buco nero da questo non si può sfuggire - Si può essere tentati di assumere degli sviluppatori che hanno già guadagnato la reputazione e le competenze in progetti. Attenzione quando assumere gli sviluppatori della comunità assicurarsi che lavorando all'interno della comunità e fanno parte della descrizione del lavoro, tutelandoli verso probabili influenze di lobby fatte con regali o altro.
5. licker Cookie – desiderio di potere e avidità. Lo stesso fenomeno esiste per progetti della comunità - i membri della comunità di spicco amministratori politici ecc. cercano di riservare caratteristiche chiave sul progresso e sullo sviluppo dei lavori per sé, potenzialmente così privano gli altri di buone opportunità di contribuire.
La trasparenza con lo sviluppo della comunità di partecipazione può essere un potente acceleratore di democrazia e di consenso per la politica, e può essere un'esperienza estremamente gratificante, consente di risparmiare tempo e denaro, permettendo di raggiungere più rapidamente il miglioramento della qualità della vita , di quanto non sia altrimenti possibile. Il vecchio dilemma di "costruire o acquistare" ha definitivamente cambiato, a "costruire, acquistare o condividere".
La chiave del successo evolutivo, non è per il singolo individuo o per la lobby che rappresenta, ma della comunità stessa prendendola in considerazione come partner nello sviluppo sociale.
Evitando gli errori più comuni, e rendendo l'investimento una realizzazione sociale si raccoglieranno i frutti.
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