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sabato 5 novembre 2011

Il caffè dal 1764: MILANO - ECO PASS Oltre al solito panico diffuso d...

Il caffè dal 1764: MILANO - ECO PASS Oltre al solito panico diffuso d...: MILANO - ECO PASS Oltre al solito panico diffuso dai media, il Comune a quetsa mattina piovosa del 5 novembre, non ha fatto ancora alc...

MILANO - ECO PASS
Oltre al solito panico diffuso dai media, il Comune a quetsa mattina piovosa del 5 novembre, non ha fatto ancora alcun comunicato stampa.

Resta pertanto ufficiale l’informazione Internet del Comune che nelle comunicazioni stampa diichiara ancora: - In merito agli articoli e alle dichiarazioni di oggi sulle nuove modalità e costi di accesso alla zona Ecopass, il Comune di Milano che nessuna decisione è ancora stata presa.-

Restiamo in attesa, sperando che non si sia dimenticato l'inquinamento oltre all'aria anche di quello acustico delle auto ma esenzialmente dei rombanti, motorini e moto.


Necessita una nuova logica di amministrazione dell’aria e si parla di congestion charging come a Londra che è senz’altro un punto di riferimento sia per capacità organizzativa, collaudata, che per chiarezza e trasparenza. Emergono però alcune differenze sull’architettura della città e dei servizi stessi, che il Comune deve considerare.

Londra è una citta suddivisa in quartieri, come Parigi, e ogni quartiere ha un ecosistema sociale differenziato, che permette anche una approccio per i residenti diverso; pertanto il fenomeno di dover spendere molto di più nella zona centrale, come avviene a Milano, è molto meno presente. Inoltre la struttura sociale di tipo, classista anglosassone, ha estirpato le classi povere da alcuni quartieri ricchi residenziali, nei quali il problema economico della spesa, più cara, non esiste.

Milano presenta in parte questa situazione, ma parecchie zone, sono un mix sociale, dove manca la presenza di supermercati a basso costo ( comparabile ad un costo che si può trovare nelle zone, subito vicine, a volte inferiore del 50%). Questo è dovuto ad una strategia commerciale, che nel proprio marketing individua un target definito benestante e non indirizzato al risparmio per la propria sopravvivenza economica, anzi propenso a spendere di più per identificarsi in una situazione sociale ricca. Il risultato è di far aumentare la sofferenza del la fascia sociale povera e riducendo concretamente, il loro già ridotto valore di acquisto. Questi cittadini, di fascia bassa, generalmente sono residenti da lungo tempo, vecchi e famiglie, inserite da sempre nel contesto cittadino di classe popolare; insomma i vecchi Milanesi che non hanno avuto fortuna che non ce l’hanno fatta, o non se non hanno potuto andarsene dalla città.

Questi milanesi generalmente di fascia economica bassa hanno conseguentemente poca voce anzi non ne hanno. Ricordiamoci che queste persone hanno anche la funzione di non creare ghetti per pochi ricchi e inoltre da sempre una parte di essi è al servizio dei benestanti per servire una eccellente qualità della vita, oggi in un contesto sociale vario e multietnico.

Vi sono altre città Europee che hanno e stanno affrontando la questione inquinamento e speculazione immobiliare con varie soluzioni.

La questione Milano non può essere condizionata da un centro di congestion charging così limitato sulla vecchia circonvallazione, ma deve essere allargato per produrre una concorrenzialità di mercato al consumo e un accessibilità del costo della vita, inoltre offrire quello che una volta era la funzione del “Mercato Comunale” oggi persa poiché più cari dei supermercati, offrendo agevolazione per supermercati di fascia bassa il che risolverebbe anche la bruttissima situazione dei mercati rionali in centro.


Certo, quello che ci auguriamo che il Comune di Milano abbia messo in studio un sistema individuale di rilevamento, oggi possibile anche con l’ausilio dei sistemi GPS telefonici , con il quale identificare il reale spostamento nelle zone protette. Questo già porrebbe Milano su un altro piano in vista dell’Expo, riproponendo la città come esempio di organizzazione .

Speriamo che il Comune cominci a farci sognare di essere una città all’avanguardia nella tecnologia applicata al sociale.

Il Caffè di Milano.


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Una delle prime riforme che deve affrontare l’Italia per poter iniziare a competere anche sul profilo del soft power nel mondo è la questione trasparenza e a quella a lei connessa del open source.
La trasparenza amministrativa dovrebbe consistere, nella sua accezione più ampia, nell'assicurare la massima circolazione possibile delle informazioni sia all'interno del sistema amministrativo, sia fra questo ultimo ed il mondo esterno, ovvero i cittadini i quali devono avere la possibilità di leggere e interloquire in modo semplice elementare trasparente applicando anche tecnologie open source al fine di favorire l’accessibilità e la trasparenza, usando inoltre tecnologie moderne intelligenti che aiutino i cittadini ad analizzare e vedere chiaramente l’operato delle amministrazioni pubbliche da loro elette al fine di garantire che:
· Quanto da loro pagato verso la comunità venga investito correttamente.
· Fornire i dati dell’investimento per le aziende che operano sul mercato e così aiutare e garantirne la concorrenzialità e indurle alla trasparenza per aiutarle nel loro sviluppo.
· Attuare e favorire con i cittadini uno scambio d’informazioni tale che possano recepire sia le loro istanze che i loro suggerimenti al fine di migliorare e far evolvere il sistema favorendo partecipazione, affidamento e sicurezza sociale.
Attualmente l’attività amministrativa dovrebbe perseguire i fini determinati dalla legge retta da criteri di economicità, purtroppo pochissimi usano i sistemi open source; inoltre l’efficacia manca di procedure atte al suo funzionamento. Quanto all’ efficacia pare indirizzata a mantenere la non trasparenza complicando attraverso passaggi inutili l’accessibilità d’interpretazione, nessuna pubblicità atta a rendere consapevoli i cittadini della rilevante questione viene fatta e pertanto non c’è trasparenza già nella interpretazione della legge secondo le modalità previste dalla Legge stessa nonché dai principi dell'ordinamento comunitario'' ART. 1 legge 241/90 (modificata e integrata dalla Legge 15/2005).
L’amministrazione che non ha nulla da nascondere deve e vuole far crescere una comunità intorno al progetti non nascondendosi dietro una interpretazione opportunistica della sussidiarietà pertanto consigliamo di applicare le poche procedure che sono consigliate qui di seguito:
- Controllo : esempi di regole che provengono da un desiderio di mantenere il controllo sono un requisito per creare barriere attuate attraverso forme tipo DPF o altri software chiusi che non semplificano la partecipazione . Se ci sono molte buone ragioni per mantenere la non trasparenza del nucleo ci si deve rendere conto che questa decisione ostacola pesantemente il contributo della comunità, pertanto deve essere chiaramente motivata e non sottoposta alla genericità della ragion di Stato.
- Le barriere all'entrata : barriere che i cittadini devono superare possono avvenire in forme diverse: utilizzando strumenti insoliti, processi che richiedono contorte per la segnalazione bug, richieste di nuove funzionalità o accettazione patch, o di forme giuridiche o altre che si possono richiedere alla gente al fine di poter non farli contribuire nel più grande numero, come avviene attualmente.
- Strumenti e infrastrutture : Assicurarsi di fornire agli utenti la possibilità di distribuire della propria partecipazione e connettersi anche con altri utenti interessati nella analisi. Contribuire nel progetto dovrebbe essere visto come un'esperienza sociale.
- Processi comunitari : Creare un ambiente di partecipazione - nessuno piace essere considerato un cittadino di seconda classe. Processi documentali per l'accesso a risorse chiave come permessi da parte di moderatori bug, impegnano l'accesso al ramo principale, o l'accesso editor per il sito web del progetto pertanto frenano la partecipazione.
- Bilancio in modo appropriato : impegnare le risorse necessarie – la costruzione di una comunità richiede tempo e fatica, e ciò significa anche degli investimenti - in primo luogo delle risorse umane, pertanto lavoro e occupazione.
Formare dei community manager il quale si occuperanno con la comunità e un team di sviluppatori della fidelizzazione dei cittadini. Come Josh Berkus di PostgreSQL ha detto nel suo "Come uccidere vostra comunità" nella presentazione: “ se la vostra comunità nascente si sente trascurata, sarà solo andare via”.
- Formare una visione chiara e convincente, con un sacco di opportunità per contribuire, eliminando le barriere che ostolano alla collaborazione.
- Evitare i più comuni anti-pattern e Best Practices sono comportamenti che dovrebbero essere adottati non come limite ma come riferimento per migliorare, le comunità anti-modelli di Best Practices sono andati male. S e le ragioni di una "best practice" vengono fraintese, si può finire per imitare il comportamento senza ottenere il risultato desiderato, molto simile alla costruzione di piste di atterraggio o porti e sperando che arrivino gli aerei o le navi.
Alcuni comuni anti-pattern si dovrebbe evitare sono:
1. Command & Control – la comunità diventano dei partenariati pubblici . I cittadini sono utilizzati per controllare gli investimenti e le spese che l’amministrazione pubblica affronta. Il tentativo di trasferire il controllo di un progetto da parte di Lobby quando si vuole far crescere una comunità si tradurrà in una tiepida risposta da parte di persone che non vogliono essere cittadini di seconda classe. Allo stesso modo, impegnarsi con un progetto di partecipazione in cui non si ha il controllo sulle decisioni è una sfida. Controllo dei cambi per l'influenza.
2, Water cooler - quando l'amministrazione è predisposta alla realizzazione della trasparenza ma sviluppa troppo lavoro fatto in privato, la comunità non capirà le motivazioni e le priorità. Pertanto il coinvolgimento sarà anche lavorando su mailing list o altri forum leggibili pubblicamente e archiviati, e attraverso un’ educazione al coinvolgimento pubblico che permettere alle persone di iniziare a partecipare.
3. Bikeshed - Una discussione "bikeshed"Legge di Parkison di trivialità; è una discussione molto lunga per prendere una decisione relativamente minore. Quando i si vede come la comunità si sta trascinando verso il basso, bisogna sapere quando passare dal parlare al fare.
4. Buco nero da questo non si può sfuggire - Si può essere tentati di assumere degli sviluppatori che hanno già guadagnato la reputazione e le competenze in progetti. Attenzione quando assumere gli sviluppatori della comunità assicurarsi che lavorando all'interno della comunità e fanno parte della descrizione del lavoro, tutelandoli verso probabili influenze di lobby fatte con regali o altro.
5. licker Cookie – desiderio di potere e avidità. Lo stesso fenomeno esiste per progetti della comunità - i membri della comunità di spicco amministratori politici ecc. cercano di riservare caratteristiche chiave sul progresso e sullo sviluppo dei lavori per sé, potenzialmente così privano gli altri di buone opportunità di contribuire.
La trasparenza con lo sviluppo della comunità di partecipazione può essere un potente acceleratore di democrazia e di consenso per la politica, e può essere un'esperienza estremamente gratificante, consente di risparmiare tempo e denaro, permettendo di raggiungere più rapidamente il miglioramento della qualità della vita , di quanto non sia altrimenti possibile. Il vecchio dilemma di "costruire o acquistare" ha definitivamente cambiato, a "costruire, acquistare o condividere".
La chiave del successo evolutivo, non è per il singolo individuo o per la lobby che rappresenta, ma della comunità stessa prendendola in considerazione come partner nello sviluppo sociale.
Evitando gli errori più comuni, e rendendo l'investimento una realizzazione sociale si raccoglieranno i frutti.
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