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sabato 8 marzo 2014

Serata al organizzata da Milano Futura alla Casa della Cultura per analizzare e valutare la prospettiva politica della sinistra oggi divenuta PSE.

invitati quali osservatori,  coinvolti poiché anche della nostra qualità di vita si parlava, lo schema  dell’incontro è stato quello tipico montato su monologhi che riprendono la passività di una platea messa all'ascolto con pochissimi spazi interlocutori,  il che non risponde  nell'era digitale. Conferenze così potrebbero essere solo organizzate quale presentazione informazione dei fatti.  Chiunque  ormai vede che queste riunione riprendono uno schema organizzativo che nulla differisce da  un ascolto passivo in TV, rappresentando solo posizioni dominanti e minimamente interlocutorie.
Questo lo diciamo per stimolare il ragionamento e la dimenticata autocritica tanto cara alla sinistra, poiché non si può guardare al futuro restando vecchi e continuare a ignorare la necessita di quello stimolo  di riflessione della biodiversità intellettuale.  Solo  così si può propendere al superamento di populismi e a reazioni emotive, che portano alla perdita di voti.

Una serata che ha visto, dopo una introduzione riguardante  una delle tante esperienze nel PES giovani senz'altro interessante,  soprattutto per la trasparenza delle discussioni avvenute nel PES nel passato, una sollecitazione dell’interesse di  quella rosa di problemi interconnessi.  
Gli altri interventi il cui stile è criticabile non per il contenuto ma per la forma,  notiamo quello del segretario provinciale del PSI nel quale un assurdo pseudo-muro, basato sulla ripetizione con estrema sintesi  di ricerche più o meno valide invalutabili in quel momento,  è parso più in una posizione arrogante nella quale si esprimeva il concetto del sapere contro l’ignoranza della platea, vecchia tecnica oratoria utile solo a  formare sottoposti e non amici. Pur sapendo persona di contenuti  stimabili,  riteniamo necessaria  questa critica costruttiva per invitare ancora una volta a superare l’incomprensibile  fermo evolutivo in atto da tempo nel PSI.
Senz'altro molto apprezzabile l’intervento del  consigliere provinciale PD  il quale in una sintesi dal tono sinceramente interlocutorio,  vero e sentito,  purtroppo sottoposto al l’obbligo alla cattedra,  ha avvicinato e composto molti problemi, forse troppi per una serata. Riteniamo che l’intervento,  di Rosati sia stato fatto con l’intenzione di stimolare all'azione e alla riflessione  immediata questo per poter attuare dei fatti e non le solite parole.  Altre volte abbiamo già apprezzato la pregevole la lucidità mentale e il grande cuore con cui Rosati affronta le situazioni politiche.
La  conferenza è continuata  in  un accavallarsi di situazioni confuse, non perché non siano concrete ma perché troppo ampie, nella stessa serata si sono affrontati temi riguardanti le analisi comparative da fare e fatte in Europa nei vari settori, dimenticando di pensare alla attuazione di uno stipendio di garanzia sociale così ampiamente discusso tra i cittadini dei vari partiti socialisti Europei e non solo, come non si è affrontato ancora la questione lavoro per tutti quando il futuro prevede un netto calo delle occupazioni nei settori tradizionali conseguente all'applicazione di nuove tecnologie e soprattutto non si è sentito parlare di trasparenza nella burocrazia.
La conclusione è avvenuta con un monologo lunghissimo e vuoto da parte di Matteo Orfini nel quale sono spiccate evidenti incapacità,  quale esempio il voler   attribuire un budget per  aumentare la spesa  consumer, dimenticando che non si può aumentare la spesa prima di aver sistemato il mercato al consumo  a causa della pigrizia e il clientelismo che lo attanaglia, risultando una struttura obsoleta ripiegata su clientelismo e raccomandazioni piegata se stessa e non aperta alla globalizzazione,  incapace poiché troppo protetta. Tanto per essere semplici un aumento del potere di acquisto provocherebbe solo un aumento del costo prodotto  arricchendo solo una fascia ristretta. Questa fascia economica che otterrà i benefici veri e che secondo alcune teorie andrebbe giustamente arricchita per creare lavoro, lo è già stata. Purtroppo abbiamo visto e constato che invece di produrre mercato,  ha spostato la sua attività  come missione verso la speculazione economica.  Pertanto il risultato sarà solo l’aumento dei prezzi al consumo. 
Altra cosa che ci ha meravigliato è  come si  possa  sostenere di essersi messo a far politica per dare la parola ad altri quando poi si  produce un inutile e noioso monologo in buona parte basato su contraddizioni nei termini, incredibile! 

Per le prossime elezioni siamo convinti,  e già lo abbiamo detto,  che la fuga dei voti  avverrà se non si comprenderanno i bisogni di partecipazione semplice e chiara che ha la gente.  I Cittadini da tempo rivendicano  e vogliono partecipare, condividere.

Solo una trasparenza  con la  facilità di comprensione,  aiutando l’analisi dei più fragili e contemporaneamente  portare istanze che hanno una concreta realizzazione e non la solita direzione dall'alto.
La svolta democratica socialista  e la ripresa potrà avvenire quando si intuirà che le istanze sono fatte da coloro che ne hanno bisogno e soffrono direttamente delle dirette situazioni, il farsene carico è la mission del politico che deve partecipare alla stessa situazione e non gestirla distintamente.
Non bisogna essere geni del Marketing per vedere il successo del condividere, del partecipare,  che hanno alcuni mezzi di comunicazione e la perdita di consenso che hanno quei mezzi che non riescono a dare queste possibilità.
Profondi cambiamenti avverranno dopo questa fase post rivoluzione industriale,  forse i tempi stanno accelerando ancor di più con la situazione Ucraina,   si comprenda e si rifletta che ogni tecnologia influenza e influenzerà l’evoluzione e con questa dobbiamo fare i conti.
Nessun dorma, attualmente anche questo scritto è troppo,  poiché dal tempo della conferenza di ieri sera già le cose sono molto cambiate,  anche se si finge di non saperlo e coloro che hanno provocato l'attuale situazione non se ne andranno e pagheremo tutti i loro sbagli.
PES-ITALIA.INFO
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Una delle prime riforme che deve affrontare l’Italia per poter iniziare a competere anche sul profilo del soft power nel mondo è la questione trasparenza e a quella a lei connessa del open source.
La trasparenza amministrativa dovrebbe consistere, nella sua accezione più ampia, nell'assicurare la massima circolazione possibile delle informazioni sia all'interno del sistema amministrativo, sia fra questo ultimo ed il mondo esterno, ovvero i cittadini i quali devono avere la possibilità di leggere e interloquire in modo semplice elementare trasparente applicando anche tecnologie open source al fine di favorire l’accessibilità e la trasparenza, usando inoltre tecnologie moderne intelligenti che aiutino i cittadini ad analizzare e vedere chiaramente l’operato delle amministrazioni pubbliche da loro elette al fine di garantire che:
· Quanto da loro pagato verso la comunità venga investito correttamente.
· Fornire i dati dell’investimento per le aziende che operano sul mercato e così aiutare e garantirne la concorrenzialità e indurle alla trasparenza per aiutarle nel loro sviluppo.
· Attuare e favorire con i cittadini uno scambio d’informazioni tale che possano recepire sia le loro istanze che i loro suggerimenti al fine di migliorare e far evolvere il sistema favorendo partecipazione, affidamento e sicurezza sociale.
Attualmente l’attività amministrativa dovrebbe perseguire i fini determinati dalla legge retta da criteri di economicità, purtroppo pochissimi usano i sistemi open source; inoltre l’efficacia manca di procedure atte al suo funzionamento. Quanto all’ efficacia pare indirizzata a mantenere la non trasparenza complicando attraverso passaggi inutili l’accessibilità d’interpretazione, nessuna pubblicità atta a rendere consapevoli i cittadini della rilevante questione viene fatta e pertanto non c’è trasparenza già nella interpretazione della legge secondo le modalità previste dalla Legge stessa nonché dai principi dell'ordinamento comunitario'' ART. 1 legge 241/90 (modificata e integrata dalla Legge 15/2005).
L’amministrazione che non ha nulla da nascondere deve e vuole far crescere una comunità intorno al progetti non nascondendosi dietro una interpretazione opportunistica della sussidiarietà pertanto consigliamo di applicare le poche procedure che sono consigliate qui di seguito:
- Controllo : esempi di regole che provengono da un desiderio di mantenere il controllo sono un requisito per creare barriere attuate attraverso forme tipo DPF o altri software chiusi che non semplificano la partecipazione . Se ci sono molte buone ragioni per mantenere la non trasparenza del nucleo ci si deve rendere conto che questa decisione ostacola pesantemente il contributo della comunità, pertanto deve essere chiaramente motivata e non sottoposta alla genericità della ragion di Stato.
- Le barriere all'entrata : barriere che i cittadini devono superare possono avvenire in forme diverse: utilizzando strumenti insoliti, processi che richiedono contorte per la segnalazione bug, richieste di nuove funzionalità o accettazione patch, o di forme giuridiche o altre che si possono richiedere alla gente al fine di poter non farli contribuire nel più grande numero, come avviene attualmente.
- Strumenti e infrastrutture : Assicurarsi di fornire agli utenti la possibilità di distribuire della propria partecipazione e connettersi anche con altri utenti interessati nella analisi. Contribuire nel progetto dovrebbe essere visto come un'esperienza sociale.
- Processi comunitari : Creare un ambiente di partecipazione - nessuno piace essere considerato un cittadino di seconda classe. Processi documentali per l'accesso a risorse chiave come permessi da parte di moderatori bug, impegnano l'accesso al ramo principale, o l'accesso editor per il sito web del progetto pertanto frenano la partecipazione.
- Bilancio in modo appropriato : impegnare le risorse necessarie – la costruzione di una comunità richiede tempo e fatica, e ciò significa anche degli investimenti - in primo luogo delle risorse umane, pertanto lavoro e occupazione.
Formare dei community manager il quale si occuperanno con la comunità e un team di sviluppatori della fidelizzazione dei cittadini. Come Josh Berkus di PostgreSQL ha detto nel suo "Come uccidere vostra comunità" nella presentazione: “ se la vostra comunità nascente si sente trascurata, sarà solo andare via”.
- Formare una visione chiara e convincente, con un sacco di opportunità per contribuire, eliminando le barriere che ostolano alla collaborazione.
- Evitare i più comuni anti-pattern e Best Practices sono comportamenti che dovrebbero essere adottati non come limite ma come riferimento per migliorare, le comunità anti-modelli di Best Practices sono andati male. S e le ragioni di una "best practice" vengono fraintese, si può finire per imitare il comportamento senza ottenere il risultato desiderato, molto simile alla costruzione di piste di atterraggio o porti e sperando che arrivino gli aerei o le navi.
Alcuni comuni anti-pattern si dovrebbe evitare sono:
1. Command & Control – la comunità diventano dei partenariati pubblici . I cittadini sono utilizzati per controllare gli investimenti e le spese che l’amministrazione pubblica affronta. Il tentativo di trasferire il controllo di un progetto da parte di Lobby quando si vuole far crescere una comunità si tradurrà in una tiepida risposta da parte di persone che non vogliono essere cittadini di seconda classe. Allo stesso modo, impegnarsi con un progetto di partecipazione in cui non si ha il controllo sulle decisioni è una sfida. Controllo dei cambi per l'influenza.
2, Water cooler - quando l'amministrazione è predisposta alla realizzazione della trasparenza ma sviluppa troppo lavoro fatto in privato, la comunità non capirà le motivazioni e le priorità. Pertanto il coinvolgimento sarà anche lavorando su mailing list o altri forum leggibili pubblicamente e archiviati, e attraverso un’ educazione al coinvolgimento pubblico che permettere alle persone di iniziare a partecipare.
3. Bikeshed - Una discussione "bikeshed"Legge di Parkison di trivialità; è una discussione molto lunga per prendere una decisione relativamente minore. Quando i si vede come la comunità si sta trascinando verso il basso, bisogna sapere quando passare dal parlare al fare.
4. Buco nero da questo non si può sfuggire - Si può essere tentati di assumere degli sviluppatori che hanno già guadagnato la reputazione e le competenze in progetti. Attenzione quando assumere gli sviluppatori della comunità assicurarsi che lavorando all'interno della comunità e fanno parte della descrizione del lavoro, tutelandoli verso probabili influenze di lobby fatte con regali o altro.
5. licker Cookie – desiderio di potere e avidità. Lo stesso fenomeno esiste per progetti della comunità - i membri della comunità di spicco amministratori politici ecc. cercano di riservare caratteristiche chiave sul progresso e sullo sviluppo dei lavori per sé, potenzialmente così privano gli altri di buone opportunità di contribuire.
La trasparenza con lo sviluppo della comunità di partecipazione può essere un potente acceleratore di democrazia e di consenso per la politica, e può essere un'esperienza estremamente gratificante, consente di risparmiare tempo e denaro, permettendo di raggiungere più rapidamente il miglioramento della qualità della vita , di quanto non sia altrimenti possibile. Il vecchio dilemma di "costruire o acquistare" ha definitivamente cambiato, a "costruire, acquistare o condividere".
La chiave del successo evolutivo, non è per il singolo individuo o per la lobby che rappresenta, ma della comunità stessa prendendola in considerazione come partner nello sviluppo sociale.
Evitando gli errori più comuni, e rendendo l'investimento una realizzazione sociale si raccoglieranno i frutti.
PES ITALIA