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venerdì 7 novembre 2014

"Milan che l'ha rot i maroni!"

MIlano: ancora polemiche in Comune sulla Casa, in relazione all’ abusivismo e sulle case di edilizia Pubblica (finiamola una volta per tutte di chiamarle Case Popolari in omaggio ad una filosofia gestionale necessaria nel ventennio fascista, oggi obsoleta e superata).

Sarebbe bene che coloro vogliono risolvere la situazione indubbiamente difficile, con la forza, si rammentino chi ha ridotto Milano così,  un paese di provincia asservito ad interessi personali perché non basta avere il grattacielo più alto in Italia per essere attraente e cosmopolita.
Le ambizioni della città, sono quelle di ritornare ad essere presente non solo per expo 2015, ma presente e rilevante nel mondo anche dopo quale apertura e aiuto al business locale.
In una logica di marketing intelligente, oggi necessaria,  la prima comparazione da effettuare è in rapporto con i redditi  bassi,  mantenuti così per poter essere di supporto  necessario al benessere di alcuni, coprendo il lavoro di bassa qualità. Questa analisi comparativa indica, (con parametri come il costo reale della vita in città, la qualità della vita considerata come strategia di attenzione per l’attrazione di forze lavoro, sanzioni, corruzione, cc.)  che qui a Milano l’incidenza degli affitti  riscaldamento acqua, servizi, internet, telefono, supera 1/3 ed è tendente al 1/2 del reddito netto e inoltre da tasse locali e altri balzelli. Mentre nelle altre città del mondo (quelle vincenti) i cittadini di fascia bassa hanno un incidenza massima 1/5 max 1/4 del reddito!. 
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Il peso che grava sulla spalle dei ceti più modesti  (a Milano riferito al costo della vita si inseriscono redditi sino ai 1999 euro),  è dovuto ad una gestione, che se siamo onesti, possiamo definire almeno fraudolenta del passato e che nessuno, incluso i presenti responsabili, ha voluto vedere. Inoltre si deve aggiungere  una speculazione edilizia non indirizzata alla competizione tecnologica, all'innovazione, ma solo al guadagno immediato e nel tempo con gli interventi di manutenzione dovuti alla cattiva qualità dei materiali.
Su questo punto potremmo entrare nel dettaglio di come e quando le gestioni precedenti ALER siamo state coinvolte, gestendo la cosa pubblica nel loro esclusivo interesse, speculando sia sulla manutenzione che su tutto l’indotto collegato, sino alle continue storiche raccomandazioni politiche. 
Pertanto, se vi sono cittadini, in sofferenza, ancora mischiati, ammucchiati, sottoposti ad una politica d'inserimento è perché prosegue la politica effettuata  per le popolazioni provenienti dal Sud Italia, senza comprendere la differenza,con i nuovi flussi.  Sarebbe stato bene comprendere e non pensare che lo sfruttamento della  fede cattolica sarebbe stata l'integratore, la vincitrice con le buone o le cattive.  Non si ritiene più valido il concetto che una cultura possa essere inserita con un altra solo con la frequenza e l'interscambio e l'obbligo integralista.
Il problema dell’abusivismo, degli alloggi occupati,  va analizzato nella struttura,  pensando che se i flussi necessari di integrazione, avranno come riferimento il malaffare e mafia unica sponda di salvezza, oltre la Chiesa presente in sostituzione dello Stato Italiano solo attivo e identificato nel sistema repressivo, pertanto assente.  
Questo non certo è dovuto all'amministrazione Pisapia!

Il futuro deve essere nell'interesse generale evitando l'intervento repressivo, che  non si accorda con lo lo sviluppo sociale, ma serve solo agli interessi di forze conservatrici, riportando Milano verso un pesino di provincia e non una grande Metropoli.
Soluzione, in questo contesto considerando anche il flusso migratorio fisiologico nel contesto mondiale, è necessario rendersi conto che la tranquillità pubblica va favorita ma non sarà più la stessa da zona a zona della città, come già avviene in altre metropoli.
 Si strutturano zone cuscinetto, che entrano in una rotazione architettonica e sociale in rapporto allo sviluppo o contrazione economica della città. 
Notevoli sono da considerare le esperienze passate a tal riguardo in alcuni paesi dell’est  Europa, da prendere  quale riferimento di base in una evoluzione di un probabile turnover (rotazione) architettonica intelligente con l'applicazione delle  tecnologie evolute, e che lascia, anche, l’influenza architettonica del passato la  fonte di integrazione facendo così evolvere la cittadinanza già inserita e attiva verso un futuro  migliore. 
Se le previsioni di incremento della popolazione saranno esatte, le zone che verranno nel futuro destinate al passaggio integrativo culturale nella città poteranno benessere a tutti.

Purtroppo l’unica voce che si sente, pur conoscendo tutte le analisi e possibili proiezioni per il futuro, è quella vestita da un cattivo populismo, e che Milano e  certo non si merita,  che richiama in sè  persone che per povertà non possono cambiare casa e altre emotivamente fragili e semplici che trovano da sempre nel conflitto sociale la loro soddisfazione, proseguendo nella politica precedente.

ex chiesa della S.S. Trinità a Milano,
gli edifici bombardati oggi sono
 una scuola , nel periodo
 fascista ospitavano fabbriche di armi.

Quelli che gridano all’abuso, all’applicazione di odi e forze di polizia a sfratti indiscriminati approfittandosi della ignoranza, se avranno la meglio distruggeranno il futuro della città per farne un paese di provincia.  La  loro misura e sarà sufficiente per essere amici di Batman e avere un bel attico, mantenendo sempre il loro interessi quale elemento principale, dimenticando l’interesse di tutta la Città. 
Certo, in nostro pensiero è liberal-socialista, ma certamente non intendiamo metterci in competizione con i Cattolici nella filosofia della comprensione e dell'amore verso la nostra specie. Ma rammentiamo, che questa disastrata situazione ha proprio origine nella gestione Cattolica prima della DC  e poi di CL di questi beni pubblici, e che queste povere persone che occupano un posto per dormire,  per vivere, al limite della sopportazione, della dignità,  sono sempre delle persone che dovranno affrontare un inverno, e sperare in una vita magari non solo genuflessa. E' veramente squallido vedere politici che si fanno scudo di altri poveri cittadini, vedere in questo contesto usare quelli che hanno ottenuto la casa regolarmente messi in antagonismo con quelli che non hanno un rifugio.
Sottoposti a questa lotta tra poveri, strumentalizzati al fine politico.

La situazione è cambiata ma forze conservatrici tentano di impossessarsi ancora del futuro della Città, nel loro cieco ed egoistico interesse personale.
Le analisi predittive mancano ma si può intuire già il futuro dalle scelte che si faranno la prossima settimana.



Una delle prime riforme che deve affrontare l’Italia per poter iniziare a competere anche sul profilo del soft power nel mondo è la questione trasparenza e a quella a lei connessa del open source.
La trasparenza amministrativa dovrebbe consistere, nella sua accezione più ampia, nell'assicurare la massima circolazione possibile delle informazioni sia all'interno del sistema amministrativo, sia fra questo ultimo ed il mondo esterno, ovvero i cittadini i quali devono avere la possibilità di leggere e interloquire in modo semplice elementare trasparente applicando anche tecnologie open source al fine di favorire l’accessibilità e la trasparenza, usando inoltre tecnologie moderne intelligenti che aiutino i cittadini ad analizzare e vedere chiaramente l’operato delle amministrazioni pubbliche da loro elette al fine di garantire che:
· Quanto da loro pagato verso la comunità venga investito correttamente.
· Fornire i dati dell’investimento per le aziende che operano sul mercato e così aiutare e garantirne la concorrenzialità e indurle alla trasparenza per aiutarle nel loro sviluppo.
· Attuare e favorire con i cittadini uno scambio d’informazioni tale che possano recepire sia le loro istanze che i loro suggerimenti al fine di migliorare e far evolvere il sistema favorendo partecipazione, affidamento e sicurezza sociale.
Attualmente l’attività amministrativa dovrebbe perseguire i fini determinati dalla legge retta da criteri di economicità, purtroppo pochissimi usano i sistemi open source; inoltre l’efficacia manca di procedure atte al suo funzionamento. Quanto all’ efficacia pare indirizzata a mantenere la non trasparenza complicando attraverso passaggi inutili l’accessibilità d’interpretazione, nessuna pubblicità atta a rendere consapevoli i cittadini della rilevante questione viene fatta e pertanto non c’è trasparenza già nella interpretazione della legge secondo le modalità previste dalla Legge stessa nonché dai principi dell'ordinamento comunitario'' ART. 1 legge 241/90 (modificata e integrata dalla Legge 15/2005).
L’amministrazione che non ha nulla da nascondere deve e vuole far crescere una comunità intorno al progetti non nascondendosi dietro una interpretazione opportunistica della sussidiarietà pertanto consigliamo di applicare le poche procedure che sono consigliate qui di seguito:
- Controllo : esempi di regole che provengono da un desiderio di mantenere il controllo sono un requisito per creare barriere attuate attraverso forme tipo DPF o altri software chiusi che non semplificano la partecipazione . Se ci sono molte buone ragioni per mantenere la non trasparenza del nucleo ci si deve rendere conto che questa decisione ostacola pesantemente il contributo della comunità, pertanto deve essere chiaramente motivata e non sottoposta alla genericità della ragion di Stato.
- Le barriere all'entrata : barriere che i cittadini devono superare possono avvenire in forme diverse: utilizzando strumenti insoliti, processi che richiedono contorte per la segnalazione bug, richieste di nuove funzionalità o accettazione patch, o di forme giuridiche o altre che si possono richiedere alla gente al fine di poter non farli contribuire nel più grande numero, come avviene attualmente.
- Strumenti e infrastrutture : Assicurarsi di fornire agli utenti la possibilità di distribuire della propria partecipazione e connettersi anche con altri utenti interessati nella analisi. Contribuire nel progetto dovrebbe essere visto come un'esperienza sociale.
- Processi comunitari : Creare un ambiente di partecipazione - nessuno piace essere considerato un cittadino di seconda classe. Processi documentali per l'accesso a risorse chiave come permessi da parte di moderatori bug, impegnano l'accesso al ramo principale, o l'accesso editor per il sito web del progetto pertanto frenano la partecipazione.
- Bilancio in modo appropriato : impegnare le risorse necessarie – la costruzione di una comunità richiede tempo e fatica, e ciò significa anche degli investimenti - in primo luogo delle risorse umane, pertanto lavoro e occupazione.
Formare dei community manager il quale si occuperanno con la comunità e un team di sviluppatori della fidelizzazione dei cittadini. Come Josh Berkus di PostgreSQL ha detto nel suo "Come uccidere vostra comunità" nella presentazione: “ se la vostra comunità nascente si sente trascurata, sarà solo andare via”.
- Formare una visione chiara e convincente, con un sacco di opportunità per contribuire, eliminando le barriere che ostolano alla collaborazione.
- Evitare i più comuni anti-pattern e Best Practices sono comportamenti che dovrebbero essere adottati non come limite ma come riferimento per migliorare, le comunità anti-modelli di Best Practices sono andati male. S e le ragioni di una "best practice" vengono fraintese, si può finire per imitare il comportamento senza ottenere il risultato desiderato, molto simile alla costruzione di piste di atterraggio o porti e sperando che arrivino gli aerei o le navi.
Alcuni comuni anti-pattern si dovrebbe evitare sono:
1. Command & Control – la comunità diventano dei partenariati pubblici . I cittadini sono utilizzati per controllare gli investimenti e le spese che l’amministrazione pubblica affronta. Il tentativo di trasferire il controllo di un progetto da parte di Lobby quando si vuole far crescere una comunità si tradurrà in una tiepida risposta da parte di persone che non vogliono essere cittadini di seconda classe. Allo stesso modo, impegnarsi con un progetto di partecipazione in cui non si ha il controllo sulle decisioni è una sfida. Controllo dei cambi per l'influenza.
2, Water cooler - quando l'amministrazione è predisposta alla realizzazione della trasparenza ma sviluppa troppo lavoro fatto in privato, la comunità non capirà le motivazioni e le priorità. Pertanto il coinvolgimento sarà anche lavorando su mailing list o altri forum leggibili pubblicamente e archiviati, e attraverso un’ educazione al coinvolgimento pubblico che permettere alle persone di iniziare a partecipare.
3. Bikeshed - Una discussione "bikeshed"Legge di Parkison di trivialità; è una discussione molto lunga per prendere una decisione relativamente minore. Quando i si vede come la comunità si sta trascinando verso il basso, bisogna sapere quando passare dal parlare al fare.
4. Buco nero da questo non si può sfuggire - Si può essere tentati di assumere degli sviluppatori che hanno già guadagnato la reputazione e le competenze in progetti. Attenzione quando assumere gli sviluppatori della comunità assicurarsi che lavorando all'interno della comunità e fanno parte della descrizione del lavoro, tutelandoli verso probabili influenze di lobby fatte con regali o altro.
5. licker Cookie – desiderio di potere e avidità. Lo stesso fenomeno esiste per progetti della comunità - i membri della comunità di spicco amministratori politici ecc. cercano di riservare caratteristiche chiave sul progresso e sullo sviluppo dei lavori per sé, potenzialmente così privano gli altri di buone opportunità di contribuire.
La trasparenza con lo sviluppo della comunità di partecipazione può essere un potente acceleratore di democrazia e di consenso per la politica, e può essere un'esperienza estremamente gratificante, consente di risparmiare tempo e denaro, permettendo di raggiungere più rapidamente il miglioramento della qualità della vita , di quanto non sia altrimenti possibile. Il vecchio dilemma di "costruire o acquistare" ha definitivamente cambiato, a "costruire, acquistare o condividere".
La chiave del successo evolutivo, non è per il singolo individuo o per la lobby che rappresenta, ma della comunità stessa prendendola in considerazione come partner nello sviluppo sociale.
Evitando gli errori più comuni, e rendendo l'investimento una realizzazione sociale si raccoglieranno i frutti.
PES ITALIA