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martedì 18 agosto 2015

LA COMUNICAZIONE OGGI

La tragedia  Cinese di Tianjin ha evidenziato i molti problemi che coinvolgono non solo la Cina ma tutta la società nel suo insieme globale.  
La prima cosa è senz’altro fare le condoglianze. Dobbiamo per rispetto di coloro che  si sono sacrificati e di tutti noi potenzialmente sacrificabili  cercare una riflessione comune su quanto vediamo estremamente importante per il nostro futuro quali persone, responsabili abitanti di questo grande ma piccolo mondo.  
Questa disgrazia, come le altre di milioni di persone morte per il lavoro, affinché non risulti solo un sacrificio inutile,  è una delle tante  lezioni profonde che ci devono far riflettere.    Considerando che per il male che abbiamo subito, non solo per l’attuale ma anche nel passato, coloro che per qualsiasi motivo  l’hanno provocato  non possono chiedere solo scusa, chiedere il perdono. Questa filosofia è  corrotta, ammalata, opportunistica a forgiata a copertura del Potere, chiunque esso sia. Un’impostazione così falsamente buonista è l'inganno strumentale perpetuato con lo scopo di non corregge il male, ma giustificare e  permettere di continuare a far del male per poi chiedere scusa e ottenere il perdono,  tanto si sa a priori che si verrà scusati. 
Purtroppo questa imposizione filosofica è dominante e divulgata da Poteri estremamente consolidati a copertura delle loro stesse malefatte. Un modo di pensare e agire già applicato nei casi storici rilevanti il male, persecuzione schiavismo, sfruttamento, persecuzione verso la gente, giustificati con il senno del poi rendendo lo stesso Potere che ha causato il male indiscutibile  per influenza e  imposizione psicologica. 
Bisogna inoltre considerare il lasso di tempo trascorso tra il fatto e la capacità di giudizio collettivo intellettuale relativo al momento in cui le scuse sul fatto accaduto vengono fatte, e  i relativi vincoli impositivi storici di questo periodo. Questo momento, pur sembrando di liberazione dalle imposizioni, alla sottomissione, alla schiavitù, alla coercizione, riconferma il potere corrotto facendolo assolvere.  
Per la gente comune che è obbligata ad accettare le scuse, è coinvolta direttamente anche per accettazione opportunistica, nella paura di poter sbagliare ed essere giudicati dalla giustizia contingente. 
Pertanto, alcuni errori non possono essere giustificati ne possono essere giustificabili. 

Gli attuali fatti ci danno la possibilità l'opportunità di riflettere sulla sicurezza del lavoro, l’inquinamento e la comunicazione.

Sicurezza: La colpa non è solo della Cina, ci dovrebbero già essere standard internazionali da rispettare tenendo sempre quale principio primario e non superabile l’interesse delle persone quali individui  valore primario, non sacrificabili e inteso come lo sforzo, la rinuncia della propria vita in vista di un fine.  
Una mancanza di consapevolezza della sicurezza tra le imprese, l'attuazione lassista (Corrotta?) delle norme di sicurezza, pratiche irregolari tra i lavoratori e le risposte deboli di emergenza agli incidenti dovrebbero sottostare a procedure internazionali condivise.

Inquinamento: Tutti dicono ma nessuno fa, basta  pensare in quale situazione il mondo si trovi,  per l’Italia vi sono questioni vergognose ancora manipolate e irrisolte, come  la questione amianto, senza dimenticare l’inquinamento che ha dovuto sopportare e sopporta la città di Milano e tutta la Lombardia in cui morti sono nel tempo sono ormai di milioni di persone e nessuna organizzazione o sindacato ha mai richiesto i danni! Morti e malattie avvenute per il benessere personale e non per un interesse collettivo! Pensiamo pure all'effetto Chernobyl,  all'inquinamento nei mari, per l’aria che respiriamo ecc.  Sono i più prepotenti e forti ad aver e aver avuto la ragione, compromessi da interessi personali e dimentichi dell’attenzione che avrebbero dovuto avere verso la gente.

La comunicazione: è la questione a noi più importante poiché educa e indirizza creando la ragione, principalmente su questo argomento che esprimiamo il nostro competente e sensibile parere.

Non vi è alcun dubbio che la comunicazione stessa debba essere rivista in ambito mondiale  portando una moralizzazione generale che eviti la propaganda contingente al momento, geopolitica-economica, ma che abbia nella sua divulgazione la consapevolezza  e la coscienza di una simulazione temporale, una proiezione delle conseguenze di una azione e i sui conseguenti effetti. 
La libertà di espressione non può essere limitata o costretta poiché nel caso lo fosse, come lo è  in alcuni Poteri o per ragioni di guerre o di incidenti,  è conferma della fragilità dei perdita di fiducia che hanno le persone nei Governi, con il risultato che al posto di fidarsi di comunicazioni ufficiali responsabili danno ascolto e seguito ad altre fonti. Questa è la riprova che coloro che hanno strutturato precedentemente la comunicazione hanno dimostrato che non operavano  in ragione di un interesse generale compreso, ma sono stati pensati quale fonte di propaganda.

Il caso Tianjin deve essere un momento di riflessione poiché ci troviamo in una inesplorata situazione di reciprocità comunicativa la quale apre nuove creatività, individuando nelle intuizioni conseguenti lo stato evolutivo della coincidenza di pensiero globale. 
La copia, il riprendere la notizia, dello stesso pensiero quale intuizione iniziale, viene adattato con la ragione dei punti coinvolgenti soggettivi di riferimento personali, locali, geografici, storici, culturali. Anche la mera copia di una qualsiasi comunicazione assume una valenza diversa e rappresenta la stessa creatività condizionata e da elementi individuali e pertanto espressa quale ragione convinta o strumentale. 
Questa lezione di Tianjin è estremamente nuova, attuale in questo attimo (avviene in una nazione cyber-evoluta) , una lezione profonda e  pagata con il sangue come numero di morti, pertanto con il massimo rispetto e scusandoci con le persone coinvolte direttamente vediamo lo svolgimento: 
I siti Web  hanno diffuso ampiamente voci che hanno raggiunto un numero superiore di persone (audiance) che Radio e altri sistemi di comunicazione di massa, pertanto possono diventare un potenziale pericolo. 
A seguito dello scoppio avvenuto a Tianjin , alcuni account sul sito di microblogging Sina Weibo e il servizio di messaggistica istantanea wechat hanno iniziato la pubblicazione di voci come "gas tossici soffiato a Pechino", "centri commerciali e mercati saccheggiato", e "nessuno è sopravvissuto entro uno chilometro dal luogo dell'esplosione". 
Alcuni blogger hanno causato il panico confrontando lo scoppio con il colpo di vento per le bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki in Giappone, durante la seconda guerra mondiale e altri Blog hanno sfruttato l'occasione per iniziare una raccolta fraudolenta di fondi di beneficenza, atri siti hanno fatto circolate voci sul numero esagerato di morti, "almeno 1.000 persone", che "i centri commerciali a Tianjin venivano saccheggiati" e del "cambio di leadership nel governo di Tianjin". ma queste erano ipotesi o affermazioni?.
Conseguentemente il  Cyberspace Administration of China (Cac), ha ordinato di chiudere più di 160 siti che pubblicavano voci e pettegolezzi, rumormongering in modo permanente, e di sospenderne  oltre altre 200.
Come vediamo la Libertà di esporre quanto la propria individuale ragione voglia anche se criticabile è stato vietato. Questo blocco però ha curato il momento dimenticando che la situazione e conseguente all'origine della malattia. 
In alcuni casi precedenti di recenti disgrazie, vedi Tahiti, sono emerse situazioni analoghe alle quali sono state date delle linee di condotta spostando la fiducia su organizzazioni affidabili, perché attendibili. Vedi raccolta fondi e informazione degli sviluppi. Un altro caso da comparare quale fallimento e stato la questione Ebola, o la mucca pazza,  per la quale l’incapacità comunicativa e il rispetto per la trasparenza ha offuscato la fiducia.

Già da molto tempo, da quando l’’evoluzione tecnologica ci da l’opportunità,  la questione comunicazione doveva  essere  globalmente rivisitata e riformata, insegnando la comprensione e l’importanza del interagire tra la gente non solo nel proprio contesto culturale ma nel contesto globale.
 La struttura stessa dell’educazione elementare, il rispetto e la capacita d’interpretazione dei fatti multipolari, dovrebbe essere non influenzata da dogmi, superstizioni, interessi, lobby, da tutte quelle ragioni economiche di quei Poteri che tentano di prevalere e competere sull'altro e sugli individui, che pur di raggiungere il loro scopo non esitano a compromettere la affidabilità la fiducia comune. 
Correttezza cultura e analisi, prima di comunicare una ragione che verrà imposta a milioni di persone attraverso la comunicazione di massa. (es: non si può accusare un paese di aver sacrificato sacrificato vite umane per il proprio sviluppo quando si rappresenta un paese che ne ha sacrificato ancor di più! Questo rappresenta manipolazione e tende a mettere in cattiva luce l’’altro soggetto)
La comunicazione dovrebbe intesa quale apprendimento riflessivo, deve essere flessibile completa ed elementare ponderata,  anche al fine di poter rimediare ai danni fatti nel tempo da una impostazione della comunicazione di massa puramente direttiva unidirezionale rigida nell'arco geopolitico-economico temporale.
Tutti dobbiamo prendere coscienza che facciamo parte di un unico mondo,  le distanze geografiche non possono essere più intese come una volta si sono ridotte  e finalmente cominciamo a  considerare e interagire con la  biodiversità comunicativa di tutte le specie vive,.
L’influenza mediatica, deve essere impostata nel dare fiducia e la potenza in qualcosa di diverso che lo stesso individuo ha  in se stesso,  
Se si  agisce come si fosse il più intelligente di chiunque altro possa essere,  attraverso comunicazione di massa d'imposizione mediatica unidirezionale, la gente ascolta ma acquisendo nel tempo capacita intellettuale non crede, non si fida più, salvo che non intervengano fattori di superstizione e ignoranza tipici negli aggregati (greggi) di persone.  Da questo gli individui che comunicano alle masse attraverso poteri mediatici  assolutisti è  meglio tengano la bocca chiusa e pensino come stolti, che per aprirla e togliere ogni dubbio".  Anche se lo stolto può portare delle variabili che favoriscono lo sviluppo intellettuale non deve possedere ne usare un ruolo dominante di massa altrimenti l'influenza diventa stolidaggine diffusa.. 
L’esclusione della parola, del concetto, deve avere la possibilità di una comunicazione multidirezionale aperta reciproca, il che risale alla istintività primordiale, come anche la capacita di analizzare la condizione psicologica e la sua influenza, da questo presupposto si potrebbe evitare la guerra cibernetica., strada in cui il mondo si è avviato, questo lo si  può anche intravedere da intelligente studio a nostra opinione, propenso ad una condizione di pace e dialogo, nella  tesi studio fatta dal Centro Alti studi Studi per la Difesa, dal titolo “L’evoluzione della capacita cyber” 

Con la rivoluzione informatica la comunicazione  sta affrontando e predisponendo la strada del futuro. 
Purtroppo elementi di prepotenza d’imposizione consolidatisi nel passato cercano di riaffermare la propria onnipresenza, imponendosi al centro dell’attenzione al fine di consolidare  il proprio “Potere”. Elementi d’opportunismo d’interesse dettano uno schema che non lascia spazio, ai singoli individui nel torto o nella ragione. Pertanto è già avvenuta una trasformazione rapportata alla potenza d’influenza in rapporto all'evoluzione tecnologica economica.

Cogliamo l’attimo di questa questa ennesima tragedia umana di Tianjin  per trarne una lezione.
Possiamo vedere due modi di gestione:
  • La prima d’influenza Americana/Europea,  che lascia dire ma non ascolta, se il volume della trasmissione non piace, alza il suo volume  al fine di non far udire ciò che non gli piace o che disturba.
  • La seconda ‘d’influenza Asiatica  la quale preferisce chiude i siti web.
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Due modelli di Cyber governance, un modello multilaterale (con il governo di ciascun paese a dettare le regole) favorito da Russia e Cina, e il modello di governance multi-stakeholder corrente (con tutti i partecipanti che hanno pari voce nel governo del modello attuale). 
I metodi sono diversi ma il risultato per le singole persone può considerassi alla fine quasi analogo.
Difficile in un mondo così piccolo e interattivo  pensare a chiudere le porte di casa per gestire i propri interessi dimenticando il resto del mondo. Per gli  utenti di Internet, il mondo delle  attività online non sono legate a confini geografici e politici.
Tecnologie e industrie dominano il costrutto corrente di Internet e questo non è molto gradito da diversi paesi; inoltre, il governo degli Stati Uniti hanno un modello di governo e conserva influenza su piccole ma importanti funzioni, come la gestione di indirizzi di rete, ma d’altra parte sono loro che sono arrivati per primi e hanno vinto questa gara. (Per analogia potremmo percepire questa evoluzione come è per la conquista dello spazio).
Cina e la Russia stanno promuovendo i problemi di sicurezza della rete e di governance di Internet,  la Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan, i sei membri della Shanghai Cooperation Organization (SCO), hanno proposto una bozza aggiornata del codice internazionale di condotta per la Sicurezza Informatica presso le Nazioni Unite. La legge Russa per quanto riguarda la localizzazione dei dati delle comunicazioni Internet, entrerà in vigore il 1 ° settembre 2015, richiede che le imprese che ottengono informazioni online (raccolta dati) dai cittadini Russi debbano per memorizzare i dati servirsi di server situati fisicamente nel paese.  Così che aziende come Google, Facebook o Twitter sarebbero tenute a spostare o costruire data center per poter condurre gli affari on line, altrimenti presumibilmente agli utenti russi d’Internet verrebbe bloccato l'accesso dei contenuti della società,come osservato nel rapporto Stratfor

Altre soluzioni ci sarebbero ma servirebbe prima una sorta di moralizzazione intellettuale globale di rispetto reciproco tra le nazioni i popoli le culture, comprendendo tutti le leve della comunicazione di tutte quelle opere d'ingenio, il dominio delle scienze, della letteratura, della musica, delle arti figurative, dell'architettura, del teatro e della cinematografia, qualunque sia il modo e la forma di espressione, ovvero ridefinendo tutta la comunicazione, come software e ricollocando l'hardware quale parte fisica necessaria per la comunicazione dei software.  Una revisione storica globale quale punto di riavvio, invece siamo ancora in un era in cui il tanto peggio per te è il tanto meglio per me.  
Il mondo salvo poche eccezioni si trova guidato da politici impreparati e da una politica viziata dalla corruzione e dal clientelismo, incapace di comprendere che ogni individuo è una singola entità diversa di cui non si può fare di tutto un fascio. e quando manca una politica capace evoluta lungimirante l’unica strada è la difesa, pertanto il pericolo è  sempre più di una comunicazione controllata, non libera, con votazioni controllate direttamente o indirettamente, sconvolgendo il sogno di libertà condivisione, partecipazione, che ha fatto muovere i primi passi al www con il fine di migliorare la comunicazione, e quindi la cooperazione. 
Possibile che si debba rovinare sempre tutto?
Il futuro quale sarà d’ignoranza e oscurantismo? 
Le leve della comunicazione saranno sempre in mano  a pochi, sicuri di voler avere il proprio gregge? 
Vi possono essere ancora giustificazioni morali a questa sussidiarietà? 
La biodiversità intellettuale verrà completamente compromessa?

Ma la domanda che preoccupa di più è, se la trascrizione naturale dei geni FOXP2  possa essere influenzata da questo oscurantismo producendo così una sottospecie,  una sottocultura, completamente asservita? Questa non è forse la strada già intrapresa e incentivata specialmente dalle superstizioni che vedono nella cultura diffusa la fine del loro Potere?

Risposte ed incognite che oggi possono dare solo ipotesi di risposta e le cui variabili sono estremamente ampie e se anche intuibili negate, ma per le quali l’umanità intera dovrebbe essere chiama a ragionare consapevolmente. 
La comunicazione supportata tecnologicamente è una questione estremamente delicata, fragile ma  purtroppo oggi soggiogata da coloro che si reputano più intelligenti di chiunque altro possa essere.
E’ il tempo di riflettere finché non diventi troppo tardi e si affianchi agli altri danni provocati, dal economia, dall'ingiustizia, dall'ecologia, dalle superstizioni, in una coincidenza mostruosa, questo senza alcun catastrofismo ma invito ad una necessaria riflessione condivisa e globale.

-MM-@live.it



Una delle prime riforme che deve affrontare l’Italia per poter iniziare a competere anche sul profilo del soft power nel mondo è la questione trasparenza e a quella a lei connessa del open source.
La trasparenza amministrativa dovrebbe consistere, nella sua accezione più ampia, nell'assicurare la massima circolazione possibile delle informazioni sia all'interno del sistema amministrativo, sia fra questo ultimo ed il mondo esterno, ovvero i cittadini i quali devono avere la possibilità di leggere e interloquire in modo semplice elementare trasparente applicando anche tecnologie open source al fine di favorire l’accessibilità e la trasparenza, usando inoltre tecnologie moderne intelligenti che aiutino i cittadini ad analizzare e vedere chiaramente l’operato delle amministrazioni pubbliche da loro elette al fine di garantire che:
· Quanto da loro pagato verso la comunità venga investito correttamente.
· Fornire i dati dell’investimento per le aziende che operano sul mercato e così aiutare e garantirne la concorrenzialità e indurle alla trasparenza per aiutarle nel loro sviluppo.
· Attuare e favorire con i cittadini uno scambio d’informazioni tale che possano recepire sia le loro istanze che i loro suggerimenti al fine di migliorare e far evolvere il sistema favorendo partecipazione, affidamento e sicurezza sociale.
Attualmente l’attività amministrativa dovrebbe perseguire i fini determinati dalla legge retta da criteri di economicità, purtroppo pochissimi usano i sistemi open source; inoltre l’efficacia manca di procedure atte al suo funzionamento. Quanto all’ efficacia pare indirizzata a mantenere la non trasparenza complicando attraverso passaggi inutili l’accessibilità d’interpretazione, nessuna pubblicità atta a rendere consapevoli i cittadini della rilevante questione viene fatta e pertanto non c’è trasparenza già nella interpretazione della legge secondo le modalità previste dalla Legge stessa nonché dai principi dell'ordinamento comunitario'' ART. 1 legge 241/90 (modificata e integrata dalla Legge 15/2005).
L’amministrazione che non ha nulla da nascondere deve e vuole far crescere una comunità intorno al progetti non nascondendosi dietro una interpretazione opportunistica della sussidiarietà pertanto consigliamo di applicare le poche procedure che sono consigliate qui di seguito:
- Controllo : esempi di regole che provengono da un desiderio di mantenere il controllo sono un requisito per creare barriere attuate attraverso forme tipo DPF o altri software chiusi che non semplificano la partecipazione . Se ci sono molte buone ragioni per mantenere la non trasparenza del nucleo ci si deve rendere conto che questa decisione ostacola pesantemente il contributo della comunità, pertanto deve essere chiaramente motivata e non sottoposta alla genericità della ragion di Stato.
- Le barriere all'entrata : barriere che i cittadini devono superare possono avvenire in forme diverse: utilizzando strumenti insoliti, processi che richiedono contorte per la segnalazione bug, richieste di nuove funzionalità o accettazione patch, o di forme giuridiche o altre che si possono richiedere alla gente al fine di poter non farli contribuire nel più grande numero, come avviene attualmente.
- Strumenti e infrastrutture : Assicurarsi di fornire agli utenti la possibilità di distribuire della propria partecipazione e connettersi anche con altri utenti interessati nella analisi. Contribuire nel progetto dovrebbe essere visto come un'esperienza sociale.
- Processi comunitari : Creare un ambiente di partecipazione - nessuno piace essere considerato un cittadino di seconda classe. Processi documentali per l'accesso a risorse chiave come permessi da parte di moderatori bug, impegnano l'accesso al ramo principale, o l'accesso editor per il sito web del progetto pertanto frenano la partecipazione.
- Bilancio in modo appropriato : impegnare le risorse necessarie – la costruzione di una comunità richiede tempo e fatica, e ciò significa anche degli investimenti - in primo luogo delle risorse umane, pertanto lavoro e occupazione.
Formare dei community manager il quale si occuperanno con la comunità e un team di sviluppatori della fidelizzazione dei cittadini. Come Josh Berkus di PostgreSQL ha detto nel suo "Come uccidere vostra comunità" nella presentazione: “ se la vostra comunità nascente si sente trascurata, sarà solo andare via”.
- Formare una visione chiara e convincente, con un sacco di opportunità per contribuire, eliminando le barriere che ostolano alla collaborazione.
- Evitare i più comuni anti-pattern e Best Practices sono comportamenti che dovrebbero essere adottati non come limite ma come riferimento per migliorare, le comunità anti-modelli di Best Practices sono andati male. S e le ragioni di una "best practice" vengono fraintese, si può finire per imitare il comportamento senza ottenere il risultato desiderato, molto simile alla costruzione di piste di atterraggio o porti e sperando che arrivino gli aerei o le navi.
Alcuni comuni anti-pattern si dovrebbe evitare sono:
1. Command & Control – la comunità diventano dei partenariati pubblici . I cittadini sono utilizzati per controllare gli investimenti e le spese che l’amministrazione pubblica affronta. Il tentativo di trasferire il controllo di un progetto da parte di Lobby quando si vuole far crescere una comunità si tradurrà in una tiepida risposta da parte di persone che non vogliono essere cittadini di seconda classe. Allo stesso modo, impegnarsi con un progetto di partecipazione in cui non si ha il controllo sulle decisioni è una sfida. Controllo dei cambi per l'influenza.
2, Water cooler - quando l'amministrazione è predisposta alla realizzazione della trasparenza ma sviluppa troppo lavoro fatto in privato, la comunità non capirà le motivazioni e le priorità. Pertanto il coinvolgimento sarà anche lavorando su mailing list o altri forum leggibili pubblicamente e archiviati, e attraverso un’ educazione al coinvolgimento pubblico che permettere alle persone di iniziare a partecipare.
3. Bikeshed - Una discussione "bikeshed"Legge di Parkison di trivialità; è una discussione molto lunga per prendere una decisione relativamente minore. Quando i si vede come la comunità si sta trascinando verso il basso, bisogna sapere quando passare dal parlare al fare.
4. Buco nero da questo non si può sfuggire - Si può essere tentati di assumere degli sviluppatori che hanno già guadagnato la reputazione e le competenze in progetti. Attenzione quando assumere gli sviluppatori della comunità assicurarsi che lavorando all'interno della comunità e fanno parte della descrizione del lavoro, tutelandoli verso probabili influenze di lobby fatte con regali o altro.
5. licker Cookie – desiderio di potere e avidità. Lo stesso fenomeno esiste per progetti della comunità - i membri della comunità di spicco amministratori politici ecc. cercano di riservare caratteristiche chiave sul progresso e sullo sviluppo dei lavori per sé, potenzialmente così privano gli altri di buone opportunità di contribuire.
La trasparenza con lo sviluppo della comunità di partecipazione può essere un potente acceleratore di democrazia e di consenso per la politica, e può essere un'esperienza estremamente gratificante, consente di risparmiare tempo e denaro, permettendo di raggiungere più rapidamente il miglioramento della qualità della vita , di quanto non sia altrimenti possibile. Il vecchio dilemma di "costruire o acquistare" ha definitivamente cambiato, a "costruire, acquistare o condividere".
La chiave del successo evolutivo, non è per il singolo individuo o per la lobby che rappresenta, ma della comunità stessa prendendola in considerazione come partner nello sviluppo sociale.
Evitando gli errori più comuni, e rendendo l'investimento una realizzazione sociale si raccoglieranno i frutti.
PES ITALIA